2016 by SIMONA FRILLICI

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through mirrors and stainless steel (mirrored surfaces) I found a way to give movement and real depth (even if illusory) to the framework.

The movement and depth are illusory in fact they exist only in the eyes of the one who is looking at the reflective surfaces.

The reflective materials (and the video) strongly involve the viewer, which becomes part of the work itself.

nei materiali specchianti (specchi e acciaio inox) ho trovato la possibilità di dare movimento e profondità reale (pur se illusoria) al quadro. 

Il movimento e la profondità sono illusori, infatti esistono solo nello sguardo di colui che guarda.

I materiali specchianti coinvolgono fortemente lo spettatore, che diventa parte dell’opera stessa.

La superficie specchiante diventa pittura.

La foto per sua natura, registra un frammento di vita. Quella parte vitale mi interessa “innestare” nell’arte.

Sopra l’acciaio il colore sembra scivolare via, insieme ai riflessi. Come la superficie dei tanti schermi che ci circondano nel quotidiano, sopra cui scorrono incessantemente immagini. 

Le immagini (e le notizie) passano veloci, niente sembra toccarci veramente, tutto scorre in superficie. Tranne quei volti, foto estrapolate dalla cronaca, che testimoniano vite tragiche, storie terribili. Quel volto fotocopiato, che è quanto rimane di una vita segnata dalla tragedia, dalla violenza spesso, ci costringe a fermare lo sguardo, e il cuore, per una lieve emozione.

Quel volto ci obbliga a cercare oltre la superficie (degli schermi), scivolosa e in movimento, e rimanda alla profondità che è la vita, ogni vita.

THE MIRROR

 

It shows us to ourselves:

Images

So much so, that accustomed as we are to seeing ourselves

in reflecting surfaces,

if we were to meet ourselves in person, we and

ourselves, perhaps we would not recognise ourselves.

We would be amazed to see how different we are

(how distant the image is from the totality of the object).

It is like knowing the world not directly

but only through images-visual perception.

Knowing the world

Knowing only its reflection in a mirror.

Not the object (object in the sense of that which is other

in relation to the subject) but its reflected

image.

It is like moving from an experience in three-dimensional

space to an approach with a

two-dimensional flat surface.

Through the mirror we can see

points of view that otherwise we could not….

Like ourselves. Subject that observes and, at the same

time, object that is observed.

“…. Transforming an object into an image….

depriving it one by one of all its dimensions:

weight, form, scent, depth, time,

continuity, meaning….”

(J. Baudrillard)

THE SHELL (1997)

The appearance

Still the image

What remains

Of a reality we cannot bring closer

Which we cannot get to know

Which escapes. Moves away

It is active and not passive confronted with the

subject which observes….

It is active and not passive confronted with the

subject that moves in it….

The subject observes from the outside

The subject is also inside that which is

observing

 

“Walking is not crossing space

but pushing the space under one’s feet”

LO SPECCHIO

  

Fa vedere noi stessi a noi stessi:

Immagini

Tanto che, abituati come siamo a vederci

in superfici specchianti, 

se ci incontrassimo fisicamente, noi e

noi stessi, forse non ci riconosceremmo.

Ci stupiremmo nel vedere quanto siamo diversi

(quanto l’immagine è lontana dalla totalità dell’oggetto).

E’ come conoscere il mondo non direttamente

ma solo tramite immagini-percezione visiva.

Conoscere il mondo

Conoscere solo il suo riflesso in uno specchio.

Non l’oggetto ( oggetto nel senso di ciò che è

altro rispetto al soggetto ) ma la sua immagine 

riflessa.

E’ come passare dall’esperienza nello spazio 

tridimensionale ad un approccio con una 

piatta superficie bidimensionale.

Tramite lo specchio possiamo vedere

punti di vista  che altrimenti non potremmo….

Come noi stessi. Soggetto che osserva e, nello stesso

tempo, oggetto che è osservato.

 

“….Trasformare un oggetto in un’ immagine….

privarlo una ad una di tutte le sue dimensioni:

il peso, la forma, il profumo, la profondità, il tempo, 

la continuità, il significato…”

( J. Baudrillard)

GUSCI (1997)

L’apparenza

Ancora l’immagine

Ciò che rimane

Di una realtà che non possiamo avvicinare

Che non possiamo conoscere

Che sfugge. Si allontana

E’attiva e non passiva di fronte al 

soggetto che osserva…..

E’attiva e non passiva di fronte al 

soggetto che si muove in essa….

Il soggetto è fuori che osserva

Il soggetto è anche dentro ciò che sta

osservando

 

“Camminare non è attraversare lo spazio

ma spingere lo spazio sotto i propri piedi”