dettaglio dell'installazione "Mater", Chiesa Madonna del Pozzo, Spoleto (PG), 2014

the artist walks on a wire
 
that divides two worlds:
 
the visible
 
and the invisible
 

 

l'artista è equilibrista
 
cammina su una fune
 
limite tra due realtà: 
 
il visibile e l'invisibile 
 
 
 
 
 

simonafrillici - arte contemporanea

man is an image

who cannot do without images

042giardino di rose1998 b.jpg

l'uomo è un'immagine

che non può fare a meno delle immagini

Giardino di rose, installazone sulla porta a vetri dello Studio d'artista, 1997
ROSE GARDEN, 1997
046via bonazzi1998.jpg
MUTE OBJECTS, 1998
ROSE GARDEN, 1998
045oggetti muti1998.jpg
MUTE OBJECTS, 1998
041La Loba 1998.jpg
THE SHE-WOLF, 1998
038Angeli 2001.jpg
ANGELS, 2001
IMAGES

(August 26, 1997)

 

Our life are full of images

we reproduce images

we are surrounded by images, we are immersed in images

a reality of images where time and space doesn't exist

through images we can go everywhere.

we are accustomed to images

without depth

everything is close and far, real and unreal

we have the illusion that we can go everywhere

and we can see everything

What is real? What is true?

without weight and without deepness

 

image

voice

sound

dilated space

the space expands to become deep

and it includes us

the image

it includes us

the sound

it includes us

the sound is the space

 

(1998)

 

Images are separate from the body

for a few moments we see double, triple, ...

We lose our balance

We lose our senses

The blurry edges of what surrounds us

What we see begins to lose sharpness

the image begins to decompose

What is the image?

Which is the authentic one?

What is real? What is the matrix?

hundreds and hundreds of copies of the same image,

that originates from a single reality.

image cloning

losing every reference point

we must close our eyes to regain our certainties

and if the images could acquire weight, volume, deepness?

and if the images want to confuse us?

A world that vanishes at every step we take forward,

every attempt to get closer…

and everything changes

the way of thinking has to change,

forced to move with the images

then it changes the way we look

us in front of the world

me and the other part of the world

me and the other

but if the other runs away? if the other disappears to any attempt I make to get closer ?

if the other is playing with me?

I become the other

it’s a game of mirrors and reflections

the mirror in the mirror in the mirror

it’s a game of containers

 

the box in the box in the box…

THE MIRROR

 

It shows us to ourselves:

Images

So much so, that accustomed as we are to seeing ourselves

in reflecting surfaces,

if we were to meet ourselves in person, we and

ourselves, perhaps we would not recognise ourselves.

We would be amazed to see how different we are

(how distant the image is from the totality of the object).

It is like knowing the world not directly

but only through images-visual perception.

Knowing the world

Knowing only its reflection in a mirror.

Not the object (object in the sense of that which is other

in relation to the subject) but its reflected

image.

It is like moving from an experience in three-dimensional

space to an approach with a

two-dimensional flat surface.

Through the mirror we can see

points of view that otherwise we could not….

Like ourselves. Subject that observes and, at the same

time, object that is observed.

“…. Transforming an object into an image….

depriving it one by one of all its dimensions:

weight, form, scent, depth, time,

continuity, meaning….”

(J. Baudrillard)

THE SHELL (1997)

The appearance

Still the image

What remains

Of a reality we cannot bring closer

Which we cannot get to know

Which escapes. Moves away

It is active and not passive confronted with the

subject which observes….

It is active and not passive confronted with the

subject that moves in it….

The subject observes from the outside

The subject is also inside that which is

observing

 

“Walking is not crossing space

but pushing the space under one’s feet”

LE IMMAGINI

(26 agosto 1997)

 

Viviamo di immagini

Riproduciamo le immagini

Ciò che vediamo è una realtà di immagini

Che non conosce tempo né spazio.

Con le immagini andiamo ovunque,

in ogni situazione.

Abituati alle immagini

Senza spessore

Tutto è vicino e lontano

Tutto è reale, ed irreale.

Tutto è possibile raggiungere

Tutto è possibile vedere

Cosa è reale?

Cosa è vero?

Niente ha una collocazione o un peso.

Senza peso

Immagine

Voce

Suono

Spazio dilatato

Senza peso. Senza spessore.

Si dilata fino ad avere profondità.

Ci ingloba

L’immagine

Ci ingloba

Il suono 

Ci ingloba

Il suono è spazio.

 

(1998)

 

Le immagini si separano dai corpi e per pochi istanti vediamo doppio, triplo,…

Perdiamo l’equilibrio

Perdiamo senso

I contorni sfumati di ciò che è intorno

Ciò che vediamo comincia a perdere nitidezza

A sgranarsi l’immagine

Qual è l’immagine?

Qual è l’originale?

Qual è la realtà? 

Qual è la matrice?

Centinaia e centinaia di copie della stessa immagine, che hanno origine da un'unica realtà.

Clonare

Clonazione d’immagine

Perdere ogni punto di riferimento

Dovremmo chiudere gli occhi per ritrovare le nostre certezze

E se le immagini avessero volume, peso, sostanza?

E se le immagini volessero confonderci e confonderci?

Un mondo che svanisce ad ogni nostro passo in avanti,

ad ogni tentativo di avvicinarci…

E tutto cambia

Allora il pensiero è costretto a cambiare

a muoversi con le immagini

Allora cambia il guardare

Noi di fronte al mondo

Io e il resto del mondo

Io e l’altro

Ma se l’altro sfugge? Ma se l’altro si dissolve ad ogni tentativo di afferrare?

Ma se l’altro si prende gioco, vuole giocare con noi?

Noi diventiamo l’altro

Io divento l’altro

E’ un gioco di specchi

Lo specchio nello specchio nello specchio

LO SPECCHIO

  

Fa vedere noi stessi a noi stessi:

Immagini

Tanto che, abituati come siamo a vederci

in superfici specchianti, 

se ci incontrassimo fisicamente, noi e

noi stessi, forse non ci riconosceremmo.

Ci stupiremmo nel vedere quanto siamo diversi

(quanto l’immagine è lontana dalla totalità dell’oggetto).

E’ come conoscere il mondo non direttamente

ma solo tramite immagini-percezione visiva.

Conoscere il mondo

Conoscere solo il suo riflesso in uno specchio.

Non l’oggetto ( oggetto nel senso di ciò che è

altro rispetto al soggetto ) ma la sua immagine 

riflessa.

E’ come passare dall’esperienza nello spazio 

tridimensionale ad un approccio con una 

piatta superficie bidimensionale.

Tramite lo specchio possiamo vedere

punti di vista  che altrimenti non potremmo….

Come noi stessi. Soggetto che osserva e, nello stesso

tempo, oggetto che è osservato.

 

“….Trasformare un oggetto in un’ immagine….

privarlo una ad una di tutte le sue dimensioni:

il peso, la forma, il profumo, la profondità, il tempo, 

la continuità, il significato…”

( J. Baudrillard)

GUSCI (1997)

L’apparenza

Ancora l’immagine

Ciò che rimane

Di una realtà che non possiamo avvicinare

Che non possiamo conoscere

Che sfugge. Si allontana

E’attiva e non passiva di fronte al 

soggetto che osserva…..

E’attiva e non passiva di fronte al 

soggetto che si muove in essa….

Il soggetto è fuori che osserva

Il soggetto è anche dentro ciò che sta

osservando

 

“Camminare non è attraversare lo spazio

ma spingere lo spazio sotto i propri piedi”